giovedì 3 febbraio 2011

Casaggì risponde alle accuse dell'ANPI

Quest’oggi abbiamo appreso a mezzo stampa e web che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia si è mobilitata contro il corteo del prossimo 5 febbraio, che è stato da noi organizzato a Firenze per ricordare i martiri delle foibe e che vedrà la partecipazione di migliaia di cittadini e di decine di esponenti politici, tra i quali il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
Non accettiamo nessuna lezione di vita, e tanto meno di storia, dall’ANPI Firenze. Non ci interessano minimamente le loro invettive e, in molti casi, le troviamo assolutamente ridicole. Come troviamo altrettanto divertente il fatto che, nel 2011, esistano associazioni di trentenni che si spacciano per reduci di una guerra conclusasi nel 1945 e vadano in giro coi soldi pubblici a fare propaganda politica.
Troviamo ridicolo e inutile il loro comunicato, nel quale ci si dissocia dal tema delle foibe puntando il dito – con i soliti pretesti delle “trame nere” – contro gli organizzatori del corteo, cioè noi. Un tema, se sta a cuore, è valido a prescindere da chi lo porta avanti. Evidentemente gli intenti sono altri: negazionisti, revisionisti e ideologizzati. Non a caso si afferma che “la storia del fascismo e dei suoi misfatti non può essere raccontata dai neofascisti”. Peccato che il Fascismo, con l’eccidio perpetrato dal maresciallo Tito e dai suoi partigiani ai danni di innocenti con la sola colpa di essere italiani, non c’entri nulla.
Ma, evidentemente, la loro è soltanto solidarietà militante verso i colleghi titini. Anziché preoccuparsi di riscrivere la storia, l’ANPI dovrebbe pensare a rendere pubblica quella che i propri "esempi" hanno scritto e che Giorgio Pisanò e Giampaolo Pansa hanno fatto conoscere: fosse comuni, attentati, epurazioni, stermini, torture, fucilazioni sommarie, gente che accendeva le luci durante i bombardamenti, stupri e violenze di massa. E, al posto di Norimberga, qualche medaglia al valore e una bella pensione.
Diamo appuntamento a tutti Sabato 5 febbraio alle ore 17 in piazza Savonarola, a Firenze. Per un corteo libero, partecipato e trasversale. Un corteo nato per ricordare dei morti, che non meritano – dopo decenni di silenzio – di essere uccisi ancora una volta dalle invettive di chi antepone l’odio alla coscienza di popolo e alla memoria collettiva.

Il direttivo di Casaggì Firenze

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